La barzelletta del marito che preferisce spendere 5.000 euro pur di non rischiare la resurrezione della moglie ti farà morire dal ridere

Ridere fa bene, lo dicono i medici, i filosofi e probabilmente anche il tuo vicino di casa quello simpatico. Ma perché ridiamo? La scienza ha una risposta: la risata è un meccanismo neurologico legato al riconoscimento dell’incongruenza, ovvero quando il nostro cervello si aspetta qualcosa e riceve qualcosa di completamente diverso. È il cosiddetto effetto sorpresa cognitiva, alla base di ogni buona barzelletta. Non siamo soli in questa abitudine: anche i ratti e gli scimpanzé ridono, anche se con suoni ben diversi dai nostri. Gli scimpanzé emettono una specie di ansimazione ritmica durante il gioco, mentre i ratti, se solleticati, producono ultrasuoni che i ricercatori hanno associato al piacere. Nella storia, l’umorismo ha assunto forme diverse: gli Antichi Romani, ad esempio, erano grandi appassionati di ironia politica e di satira sul sesso, sul denaro e sul potere. Il Philogelos, una raccolta di barzellette greche risalente al IV secolo d.C., dimostra che già allora si rideva di medici incompetenti, avari e… suocere. Alcune cose non cambiano mai.

La barzelletta: il viaggio a Gerusalemme

Due anziani, marito e moglie, decidono di fare un viaggio a Gerusalemme. Un sogno nel cassetto, uno di quelli che si rimanda per anni. Peccato che, una volta arrivati in Terra Santa, la moglie venga stroncata da un infarto.

L’impresario delle pompe funebri si avvicina al marito con tutta la delicatezza del caso e gli spiega le opzioni:

«Può spedire la salma a casa per 5.000 euro, oppure seppellirla qui, in Terra Santa, per soli 150 euro.»

L’uomo ci pensa su. Fa i conti. Poi, senza esitare, risponde:

«La spedisca a casa.»

L’impresario, visibilmente perplesso, non riesce a trattenersi:

«Scusi, ma come mai preferisce spendere così tanto per riportare la salma in Italia, quando potrebbe seppellirla qui per quasi niente, in un luogo così sacro e bello?»

L’uomo lo guarda dritto negli occhi e risponde, serissimo:

«Guardi, molto tempo fa, qui vicino, un tale morì, fu sepolto, e tre giorni dopo resuscitò. Non me la sento proprio di correre questo rischio.»

Perché fa ridere?

Questa barzelletta è un piccolo gioiello di umorismo nero e straniamento culturale. Il meccanismo comico si basa sull’attesa: ci aspettiamo che il marito scelga l’opzione più economica per motivi banali, magari la fretta, o la comodità. Invece la sua motivazione è teologicamente impeccabile e allo stesso tempo assurda.

Il colpo di scena finale ribalta tutto: il riferimento alla Resurrezione di Gesù trasforma una scena di lutto in una situazione comica grazie a un ragionamento perfettamente logico nel suo contesto… ma totalmente grottesco. L’uomo non è irriverente per cattiveria: è semplicemente un marito che, anche in un momento drammatico, ragiona con una pragmaticità tutta sua.

  • L’incongruenza: una motivazione religiosa usata per giustificare una scelta economica
  • Il ribaltamento: ci aspettiamo volgarità o cinismo, troviamo invece una logica quasi aristotelica
  • Il tempismo: la battuta finale arriva secca, senza preavviso, esattamente come deve essere

Freud direbbe che ridiamo perché questa barzelletta ci permette di sdrammatizzare la morte attraverso l’umorismo. E probabilmente avrebbe ragione. Del resto, se c’è un posto al mondo dove il confine tra il sacro e il comico è sottilissimo, quello è proprio Gerusalemme.

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