Ridere è una delle attività più antiche e misteriose dell’essere umano. Gli scienziati chiamano il meccanismo alla base dell’umorismo “incongruity resolution”: il cervello percepisce una situazione che si discosta dalle aspettative e, quando risolve l’anomalia in modo inaspettato, scatta la risata. Non siamo gli unici: anche i ratti e gli scimpanzé producono suoni simili alla risata durante il gioco. Ma la nostra capacità di ridere di situazioni assurde? Quella è roba esclusivamente umana. Nell’antica Roma, per dire, si rideva soprattutto delle disgrazie altrui e delle deformità fisiche — un umorismo che oggi definiremmo, eufemisticamente, “poco politically correct”. Per fortuna i tempi cambiano, e con loro anche i bersagli dell’ironia. Oggi ridiamo di situazioni paradossali, di doppi sensi, di colpi di scena. Come quello che sta per arrivare.
La barzelletta del pappagallo maleducato
Un addestratore di pappagalli è alla disperazione: uno dei suoi uccelli è assolutamente incorreggibile. Pessimo carattere, parolacce a raffica, insulti gratuiti e pernacchie servite con generosità. Un concentrato di maleducazione con le piume.
L’addestratore ci prova in tutti i modi: gli ripete frasi gentili, gli fa ascoltare programmi educativi alla radio, gli mette musica sinfonica per calmarlo. Niente da fare. Il pappagallo è irremovibile nella sua missione di essere il più maleducato del reame.
Fino a quando l’addestratore non perde completamente la pazienza e decide di dargli una lezione drastica: lo afferra e lo chiude in frigorifero.
Il pappagallo inizia a urlare, strillare, schiamazzare… poi, all’improvviso, silenzio totale.
L’addestratore, preoccupato di averlo ammazzato dal freddo, apre subito la porta del frigo. Il pappagallo, tutto infreddolito e con le piume dritte, lo guarda e dice:
— Caro padrone, ti chiedo sinceramente scusa per il mio comportamento poco rispettoso. D’ora in poi mi comporterò bene e ti ascolterò sempre. Ma… posso farti una domanda?
Quel pollo spennato che ho visto in basso a destra… cosa cavolo ti aveva fatto?
Perché fa ridere (anche se lo sai già)
Il meccanismo comico qui è un classico colpo di scena finale: per tutta la barzelletta ci aspettiamo una morale edificante sul ravvedimento del pappagallo maleducato. E invece arriva la domanda sul pollo spennato, che ribalta tutto. Il pappagallo non è diventato buono per convinzione: si è semplicemente reso conto delle conseguenze di fare il difficile con chi controlla il frigorifero. Un ragionamento pragmatico, quasi filosofico, condito da una buona dose di terrore esistenziale. Difficile dargli torto.
