La risata è una delle funzioni più misteriose e affascinanti del cervello umano. Gli scienziati hanno scoperto che ridere attiva il sistema limbico, la parte del cervello legata alle emozioni, rilasciando dopamina e abbassando i livelli di cortisolo. Ma cosa ci fa ridere, esattamente? Secondo la teoria dell’incongruenza, il nostro cervello ride quando percepisce uno scarto tra ciò che si aspetta e ciò che accade realmente. Non siamo soli in questo: anche scimpanzé, gorilla e persino ratti producono vocalizzazioni simili alla risata durante il gioco, come ha dimostrato il neuroscienziato Jaak Panksepp. La differenza? Solo noi esseri umani ridiamo anche di idee astratte e situazioni paradossali. Nel corso della storia, l’umorismo ha subìto trasformazioni radicali: gli antichi Romani, per esempio, erano maestri dell’ironia politica e della satira sociale. Si prendevano gioco dei potenti, degli avari, dei cornuti e delle mogli infedeli — temi che, a quanto pare, non tramontano mai. Giovenale e Marziale costruirono intere carriere letterarie sull’arte di smontare le ipocrisie del loro tempo. Oggi ridiamo di situazioni quotidiane, di bambini che dicono la verità senza filtri e di finali che ribaltano tutto. Come questa barzelletta, in cui la piccola Eleonora dimostra di avere le idee molto più chiare di quanto la sua maestra potesse immaginare.
La barzelletta: il piano di Pierino (e il piano ancora migliore di Eleonora)
La maestra dice ai suoi piccoli alunni:
«Bambini, oggi parliamo un po’ di voi e dei vostri progetti per il futuro. Cosa vi piacerebbe fare da grandi?»
Pierino, tutto esaltato dalla domanda, risponde tutto d’un fiato:
«Voglio diventare il più grande delinquente del mondo! Rubare, truffare, fare un sacco di grana, comprarmi ville e auto di lusso. E poi mi voglio sposare con una donna bellissima, girare il mondo e fare la bella vita con mia moglie. Lei non dovrà lavorare: le insegnerò come imbrogliare e viaggeremo per il mondo truffando chiunque capiti, così faremo talmente tanti soldi da non sapere più dove metterli! Pure lei si potrà comprare tutti gli sfizi: vestiti, gioielli, pellicce, macchine, yacht… qualsiasi cosa voglia, fosse anche la più costosa del mondo, perché noi saremo i più ricchi della Terra!»
L’insegnante, scioccata e senza parole, decide saggiamente di non dare credito a quella risposta e di andare avanti con la lezione:
«E tu, Eleonora? Cosa vuoi fare da grande?»
La piccina sorride e risponde candida:
«Io voglio essere la moglie di Pierino!»
Perché fa ridere? La spiegazione della barzelletta
Il meccanismo comico si basa su un classico effetto a sorpresa con ribaltamento finale. La maestra — e chi legge — si aspetta che Eleonora corregga in qualche modo l’uscita sconsiderata di Pierino, magari con una risposta virtuosa che ristabilisca l’ordine morale della classe. Invece no: Eleonora ha già calcolato tutto. Niente crimini da commettere in prima persona, niente rischi, niente fatiche. Solo i benefici. La battuta funziona perché smonta silenziosamente l’ipocrisia degli adulti: siamo davvero sicuri che i bambini non capiscano come funziona il mondo?
