Non sbucciare mai le patate prima di aver letto questo: quello che c’è nella buccia ti stupirà

Le patate arrivano in cucina così come la terra le ha cresciute: sporche, con residui di suolo e, spesso, trattate con prodotti fitosanitari che sarebbe meglio non portare in tavola. Eppure lavare le patate nel modo corretto è un gesto che in pochissimi fanno davvero bene. Si passa spesso da un estremo all’altro: c’è chi le scrosta sotto l’acqua corrente per due secondi e chi le sbuccia senza nemmeno guardarle, perdendo una parte della patata ricchissima di potassio, fibre e antiossidanti.

Perché la buccia della patata vale la pena di essere salvata

Prima di parlare di come pulirle, vale la pena capire perché conviene tenere la buccia. La scorza della patata contiene una concentrazione di nutrienti superiore rispetto alla polpa: ferro, vitamina C, vitamina B6 e una buona quota di fibre. Sbucciare automaticamente ogni patata è un’abitudine consolidata, ma spesso inutile. Se si lavano bene, le patate con la buccia possono essere cucinate al forno, in padella o anche bollite, con un risultato più saporito e più nutriente.

Come lavare le patate passo dopo passo

Il metodo più efficace parte da un ammollo breve. Metti le patate in una ciotola capiente con acqua fredda e lasciale riposare per almeno dieci minuti. Questo passaggio ammorbidisce la terra secca incrostata e facilita la rimozione successiva. Non serve aggiungere nulla all’acqua in questa fase.

Dopo l’ammollo, passa a strofinare ogni patata con uno spazzolino da verdure — uno strumento economico e spesso sottovalutato — sotto il getto dell’acqua corrente. Lavora con movimento circolare e presta attenzione agli occhi della patata, quei piccoli avvallamenti dove terra e residui tendono ad accumularsi di più.

Eliminare i pesticidi: il passaggio che in pochi fanno

Per ridurre la presenza di residui di pesticidi sulla superficie, il semplice risciacquo non basta. Esistono due approcci efficaci e domestici. Il primo prevede un ammollo in acqua e bicarbonato di sodio: un cucchiaio ogni litro d’acqua, con le patate a mollo per quindici minuti. Il bicarbonato ha una capacità documentata di degradare alcuni residui fitosanitari sulla buccia degli ortaggi.

Il secondo metodo utilizza acqua e aceto bianco in proporzione di circa tre parti d’acqua e una d’aceto, sempre per una quindicina di minuti. Entrambi i metodi vanno seguiti da un risciacquo abbondante sotto acqua corrente.

Quando è meglio sbucciare

Non sempre la buccia va conservata. Ci sono situazioni in cui è più sensato eliminarla:

  • Patate molto vecchie con la buccia raggrinzita o verdognola — quella colorazione indica la presenza di solanina, una sostanza tossica
  • Ricette che richiedono una consistenza liscia, come purè o vellutate
  • Patate di provenienza incerta, senza indicazione del metodo di coltivazione

Se invece usi patate biologiche, dopo una buona pulizia con spazzolino e bicarbonato puoi cucinarle tranquillamente con tutta la buccia, senza rinunciare a nessuna delle loro proprietà. È un piccolo cambio di abitudine che migliora sia il valore nutrizionale del piatto che la resa in cucina.

Lascia un commento