La lavastoviglie che puzza o restituisce i piatti opachi è uno dei problemi domestici più comuni e, allo stesso tempo, più sottovalutati. Prima di chiamare un tecnico o acquistare prodotti costosi, vale la pena guardare in basso, letteralmente: il filtro della lavastoviglie è spesso l’unico responsabile di odori sgradevoli, cicli di lavaggio inefficaci e residui biancastri sui bicchieri.
Perché il filtro della lavastoviglie sporca tutto il resto
Il filtro raccoglie tutto ciò che non deve restare in circolazione durante il lavaggio: residui di cibo, grasso alimentare, particelle di calcare. Con ogni ciclo, questi depositi si accumulano e, se non rimossi, iniziano a fermentare. È qui che nasce quell’odore tipico di umido stantio che alcune lavastoviglie sviluppano nel tempo. Ma il problema non si ferma all’olfatto: un filtro ostruito riduce la pressione dell’acqua all’interno della vasca, compromettendo la capacità di lavaggio degli ugelli e lasciando i piatti visibilmente sporchi o coperti da una patina biancastra.
Molti attribuiscono questo risultato a un detersivo scadente o alla durezza dell’acqua, che pure incidono, ma il vero punto di partenza è la manutenzione del filtro. Un filtro pulito permette all’acqua di circolare correttamente, ai bracci spruzzatori di funzionare alla pressione giusta e all’intero ciclo di lavorare come dovrebbe.
Come pulire il filtro della lavastoviglie in modo efficace
Il filtro si trova quasi sempre sul fondo della vasca, sotto i cestelli. Nella maggior parte dei modelli si rimuove ruotandolo in senso antiorario di un quarto di giro. Una volta estratto, si noterà subito lo stato in cui si trovava: grasso solidificato, frammenti di cibo e, nei casi peggiori, una pellicola maleodorante.
Per pulirlo correttamente bastano pochi strumenti:
- Acqua corrente tiepida per rimuovere i residui più grossolani
- Uno spazzolino da denti (anche uno vecchio) per raggiungere le maglie più fini della rete
- Una piccola quantità di detersivo per piatti, che taglia il grasso in modo efficace
- Aceto bianco in ammollo per i depositi di calcare più ostinati
Dopo averlo sciacquato accuratamente, va reinserito e bloccato in posizione prima di rimettere il cestello inferiore. L’intera operazione richiede non più di cinque minuti.
Ogni quanto va pulito il filtro e cosa fare in più
La frequenza ideale è almeno una volta al mese, ma chi usa la lavastoviglie ogni giorno e non preripulisce i piatti prima di caricarli dovrebbe farlo ogni due settimane. Un filtro pulito con regolarità non raggiunge mai quella saturazione che rende la pulizia davvero sgradevole.
C’è un dettaglio che in pochi considerano: anche la guarnizione dello sportello e le pareti interne della vasca trattengono grasso e residui. Una passata mensile con un panno umido e dell’aceto bianco diluito in queste zone completa la manutenzione e previene la formazione di muffe nei punti meno ventilati.
Per mantenere l’igiene generale dell’elettrodomestico, un ciclo a vuoto con una tazza di aceto bianco posizionata nel cestello superiore — a 60°C — scioglie i depositi di calcare e neutralizza gli odori residui senza ricorrere a prodotti chimici aggressivi. Farlo ogni mese, in abbinamento alla pulizia del filtro, è sufficiente per tenere la lavastoviglie in condizioni ottimali nel tempo.
Piatti limpidi e nessun odore dalla porta aperta della lavastoviglie non sono il risultato di un elettrodomestico costoso: sono il risultato di cinque minuti di attenzione al mese.
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