La risata è una delle poche cose che accomuna tutti gli esseri umani, indipendentemente da lingua, cultura o latitudine. Ma perché ridiamo? Gli studiosi della gelotologia — sì, esiste davvero una scienza che studia la risata — hanno scoperto che il cervello elabora l’umorismo come una piccola ricompensa: quando percepiamo un’incongruenza e il nostro cervello la “risolve” in modo inaspettato, scatta il meccanismo della risata. È quasi un corto circuito cognitivo che ci dà piacere. Non siamo soli in questo: anche alcune scimmie e persino i topi emettono suoni simili alla risata durante il gioco, come ha dimostrato il neuroscienziato Jaak Panksepp.
Nella storia, l’approccio all’umorismo è cambiato radicalmente. Gli Antichi Romani, per esempio, erano maestri dell’ironia politica e sessuale: si prendevano gioco dei potenti, dei cornuti e dei taccagni. Il Philogelos, una raccolta di barzellette greco-romana che risale al IV secolo d.C., dimostra che già allora si rideva di mogli infedeli, mariti ingenui e situazioni imbarazzanti. Insomma, il tema del tradimento coniugale fa ridere da duemila anni. E la barzelletta che stai per leggere ne è la prova più fresca.
La Barzelletta: L’amante sotto il letto
Un uomo rientra a casa di sorpresa, per cogliere sul fatto la moglie con l’amante. Tutto arrabbiato, entra in casa e urla:
«Parla, sciagurata! Dov’è il tuo amante? Lo so che è in casa!»
La moglie, in vestaglia, con aria falsamente innocente:
«Ma no, caro, cosa dici! Ti giuro che non c’è nessuno!»
«Non ti credo!»
Allora comincia dalla cucina, controlla:
«Qui non c’è…»
Va in bagno, controlla:
«Qui non c’è…»
Va in tinello, controlla:
«Qui non c’è…»
Controlla nell’armadio della camera da letto, apre le porte… Non c’è! Allora guarda sotto il letto… E lo trova!
«Ecco dove stava, questo vigliacco, questo maledetto! Eccolo qui, il ba**ardo, dove si era nascosto…»
L’uomo con calma esce da sotto il letto, si alza in piedi… è un energumeno di due metri per due. Classica cicatrice da duro sulla guancia, si mette a fissare il marito dritto negli occhi, in silenzio.
Il marito allora:
«Eeeeh… no, qui ce n’è uno, ma non è lui!»
Perché fa ridere?
Il meccanismo comico si basa su un classico ribaltamento di aspettative. Il marito geloso, fin lì tutto fuoco e fiamme, si ritrova faccia a faccia con qualcuno che è fisicamente in grado di ridurlo a un origami. La soluzione che trova — negare l’evidenza pur di salvarsi la pelle — è insieme codarda, assurda e perfettamente umana. Ridiamo perché ci immedesimiamo: chi, in quel momento, non avrebbe fatto lo stesso?
